SINDACI E SCUOLA: NIENTE DI NUOVO IN ALTO LAGO
La polemica sulla settimana corta/lunga alle Scuole Medie di Gera mostra un aspetto particolare: il discutibile intervento degli amministratori (Sindaci) nelle questioni scolastiche locali. Nel merito è ovvio che la scelta del modello orario spetti ai genitori. Sondaggi simili ci sono stati in altri paesi della zona, con esiti diversi, senza –fortunatamente- interferenze politiche e senza strascichi polemici. Da insegnante prendo atto e rispetto le decisioni dei genitori sull’orario, quali che siano. Aggiungo solo che la settimana corta non mette al primo posto le esigenze scolastiche dei ragazzi.
Singolare la reazione del Sindaco di Sorico: il sondaggio tra i genitori sull’orario l’ ha visto perdente? Allora è una presa in giro e una truffa. Un’idea di democrazia ritagliata a misura delle proprie tasche, il tutto in nome delle “mutate esigenze socio-economiche del territorio” (quali?) e accompagnato dalle minacce alla scuola di “rivolgersi alle sedi competenti” (la Protezione Civile, credo). Intanto la scuola dell’alto lago continua così, fra torpore e sussulti, con Istituti comprensivi sottodimensionati e classi con meno di dieci alunni, senza dei veri interventi finalizzati ai ragazzi e alla qualità della loro formazione.
Sappiamo che la parola “POLITICA” deriva dal greco “POLIS”: un significato nobile. Non è che le “mutate esigenze socio-economiche del territorio” la fanno ormai derivare dal termine “POLLI”? Perché è così che siamo considerati da troppi politici, locali e non.
Gianmaria Piazza