Pubblichiamo qui di seguito un intervento del nostro compagno di circolo Gianmaria Piazza a proposito del fallimento dello stabilimento Cagiva di Dongo. Repliche e considerazioni possono essere inviate all’indirizzo di posta del Circolo pd.altolago@email.it
A proposito della crisi allo stabilimento CAGIVA di Dongo, dove almeno 200 lavoratori e le loro famiglie sono NON DA OGGI ma da tempo in una bruttissima situazione, siamo costretti anche a leggere e sentire le dichiarazioni di (finta) sorpresa di chi in questi anni ha lasciato fare il bello e il brutto tempo alla proprietà . In realtà gli amministratori
comunali, gli assessori provinciali e i sindacati sapevano tutto ma, per convenienze di vario tipo, l’ordine era di “non disturbare il manovratore”.
Così ci ritroviamo con una realtà produttiva che sta scivolando dal terzo al quarto mondo, trascinando con sé persone reali (amici, vicini di casa…) e una bella fetta della traballante economia della zona.
Agli struzzi locali e comaschi andrebbe chiesto il silenzio, ma è difficile: rilasciare dichiarazioni inutili e retoriche è più forte di loro.
A quelli più in alto chiediamo di muoversi in fretta per dare un minimo di prospettiva a chi ha perso il lavoro. E anche di “stanare” l’azienda per capire le intenzioni che ha sempre tenuto nascoste. Entrambe imprese molto complicate.
Incrociamo le dita e confidiamo in Maroni, nonostante il “bidone” tirato agli operai che hanno tentato di incontrarlo una settimana fa a Como.
Un ministro che ha regalato 140 milioni di euro per tappare i disastri del comune di Catania e molti, molti di più per l’inutile ponte sullo stretto di Messina, non dovrebbe faticare a reperire una manciata di euro per l’Alto Lago. In caso contrario andrebbe… sbranato vivo!…