Inserito da: pdaltolago | 28 Ottobre 2009

Convegno sulla montagna in Lombardia

locpdvenerdi

Inserito da: pdaltolago | 21 Ottobre 2009

PRIMARIE DEL 25 OTTOBRE – VOTA PER IL SEGRETARIO

VOLANTINO1

Per quanto riguarda il nostro circolo, i residenti da Dongo a Menaggio votano presso il Municipio di Dongo.

I residenti da Consiglio di Rumo fino a Colico invece possono votare presso il seggio allestito alla Scuola Materna di Gravedona.

Scopri tutti i dettagli della giornata qui.

Inserito da: pdaltolago | 3 Settembre 2009

ABOLIRE LE COMUNITA’ MONTANE

di Gianmaria Piazza

Se chiediamo a 100 persone cosa significhi il termine FEDERALISMO, otteniamo grandi silenzi oppure risposte confuse e diverse. Deve essere per questo che ultimamente la Lega ha tirato fuori una serie di proposte  (le stupidate sul dialetto a scuola, quelle sulle bandiere regionali, quelle sull’inno nazionale…) per sviare l’attenzione dal FEDERALISMO che, oltre a non arrivare mai, non sa bene cosa sia nel concreto né i costi che avrà.

In compenso la Lega vota a favore del regalo di Berlusconi al “fallito” comune di Catania (140 milioni di euro!) e del progetto di Berlusconi sull’inutile, pericoloso, dannoso e dispendioso ponte sullo stretto di Messina (si parla di un miliardo e mezzo di euro!). Ecco forse perché in una galleria qui da noi è comparsa la scritta “LEGA LADRONA, SEI TU A ROMA”.

Trova anche il tempo, la Lega, di lanciare una proposta Calderoli per l’ABOLIZIONE delle COMUNITA’ MONTANE entro quest’anno. “Finalmente!”, ho pensato. Lo sanno anche i sassi che le competenze delle Comunità Montane possono tranquillamente passare a Comuni e Province (tra l’altro anch’esse da abolire: Stato – Regione – Comuni sono i soli tre livelli che devono restare, come nei veri Stati federali) e risparmiare così un bel po’ di soldi pubblici. Ma ci credete che le Comunità Montane saranno abolite? Io no. E’ un’altra balla estiva della Lega, che da quando è al governo fa molto fumo (televisivo) ma niente arrosto.

Inserito da: pdaltolago | 19 Agosto 2009

LEGA E FORMIGONI CONTRO L’OSPEDALE DI GRAVEDONA

Il Circolo Democratico dell’Alto Lago richiama l’attenzione sulla situazione dell’ospedale di Gravedona, visto il silenzio di chi sostiene di aiutare il territorio (in campagna elettorale) e poi non lo fa mai. Inviate commenti ed interventi all’indirizzo mail pd.altolago@email.it

Il PD dell’Alto Lago esprime netto disaccordo sul comportamento della maggioranza di centro destra in Regione Lombardia che, nella seduta del Consiglio regionale del 30 luglio scorso, ha respinto la proposta del consigliere democratico Luca Gaffuri di assegnare anche all’Ospedale “Moriggia-Pelascini” di Gravedona maggiori fondi per le attività svolte (così come fatto per il “Valduce” di Como e per il “Sacra Famiglia” di Erba) e a riconoscere il ruolo essenziale che lo stesso ospedale svolge nel nostro territorio e non solo.

L’Ospedale di Gravedona infatti, pur essendo di proprietà privata,  realizza un’importante funzione pubblica quale presidio sanitario di una zona, la nostra,  già fortemente disagiata nei servizi e nei collegamenti viari con i centri maggiori.

E’ incredibile come forze politiche come la Lega Nord, che a parole difende i bisogni e le realtà locali, nei fatti abbiano comportamenti completamente opposti assumendo decisioni che penalizzano un ospedale che ha nel radicamento territoriale il proprio punto di forza e la propria ragion d’essere.

Il PD dell’Alto Lago ribadisce il proprio impegno nel controllare costantemente la situazione dell’ospedale altolariano visto non solo come  soggetto fondamentale per la salute pubblica ma anche quale importante fonte di occupazione in un’area che, con la crisi della ex-Falck, ha visto progressivamente diminuire le possibilità di lavoro per le nuove generazioni.

Il Partito Democratico, infine, richiama con fermezza i locali Sindaci dei partiti di centro destra, ad attivarsi seriamente per garantire il ruolo e la sopravvivenza dell’Ospedale di Gravedona, chiedendo ai loro rappresentanti politici in Provincia e Regione scelte coerenti. 

Inserito da: pdaltolago | 4 Aprile 2009

STRUZZI E CAGIVA

Pubblichiamo qui di seguito un intervento del nostro compagno di circolo Gianmaria Piazza a proposito del fallimento dello stabilimento Cagiva di Dongo. Repliche e considerazioni possono essere inviate all’indirizzo di posta del Circolo pd.altolago@email.it

A proposito della crisi allo stabilimento CAGIVA di Dongo, dove almeno 200 lavoratori e le loro famiglie sono NON DA OGGI ma da tempo in una bruttissima situazione, siamo costretti anche a leggere e sentire le  dichiarazioni di (finta) sorpresa di chi in questi anni ha lasciato fare il bello e il brutto tempo alla proprietà . In realtà gli amministratori

comunali, gli assessori provinciali e i sindacati sapevano tutto ma, per convenienze di vario tipo, l’ordine era di “non disturbare il manovratore”.

Così ci ritroviamo con una realtà produttiva che sta scivolando dal terzo al quarto mondo, trascinando con sé persone reali (amici, vicini di casa…) e una bella fetta della traballante economia della zona.

Agli struzzi locali e comaschi andrebbe chiesto il silenzio, ma è difficile: rilasciare dichiarazioni inutili e retoriche è più forte di loro.

A quelli più in alto chiediamo di muoversi in fretta per dare un minimo di prospettiva a chi ha perso il lavoro. E anche di “stanare” l’azienda per capire le intenzioni che ha sempre tenuto nascoste. Entrambe imprese molto complicate.

Incrociamo le dita e confidiamo in Maroni, nonostante il “bidone” tirato agli operai che hanno tentato di incontrarlo una settimana fa a Como.

Un ministro che ha regalato 140 milioni di euro per tappare i disastri del comune di Catania e molti, molti di più per l’inutile ponte sullo stretto di Messina, non dovrebbe faticare a reperire una manciata di euro per l’Alto Lago. In caso contrario andrebbe… sbranato vivo!…

Inserito da: pdaltolago | 14 Gennaio 2009

DONGO: LE BIO-FROTTOLE NON SALVANO LO STABILIMENTO

Pubblichiamo un intervento molto interessante di Gianmaria Piazza a proposito della critica situazione occupazionale dello stabilimento ex-Falck di Dongo e delle problematiche correlate. Chiunque volesse intervenire, può farlo inviando una mail all’indirizzo pd.altolago@email.it . Il contributo, che dovrà essere firmato e improntato ad un civile dibattito, sarà pubblicato su queste stesse pagine.

Chi ha conosciuto il signor Castiglioni dice che è un grande imprenditore.

Quando arrivò a Dongo molti lo salutarono come il “nuovo S.Gottardo” (ricordate le processioni interne ai reparti? Roba che non si fa più nemmeno nel terzo mondo sudamericano) perché prese lo stabilimento ex-Falck in disarmo e ripartì con 900 addetti.

Ora, a 18 anni di distanza, siamo arrivati a 400, tutti in cassa integrazione.

In questi anni ha fatto sparire le già rare tracce sindacali. Non ha pagato, se non parzialmente, sia l’energia che consuma, che i contributi INPS, che il fondo – pensione integrativo dei lavoratori.

E’ appena stato condannato dal Tribunale di Como per inquinamento da accumulo di enormi quantità di rifiuti all’interno dello stabilimento (smaltire correttamente, si sa, è costoso).

Ha chiuso la ghisa e i macchinari non ci sono più. L’alluminio non è mai partito bene, ma quello ormai lo produce a Spoleto.

I suoi desideri sul PORTO si sono facilmente realizzati quando i residui amministratori comunali donghesi gli hanno regalato una cementificazione di 42.000 metri cubi, fregandosene del paese e dei lavoratori. Adesso può vendere bene l’area (speriamo che la prossima Amministrazione comunale di Dongo ci metta una pezza !).

Stendiamo un velo pietoso su come sono state gestite le questioni “amianto” e  ingiustizie derivate; e anche sulle frottole circolate in abbondanza: dai raccordi importati dalla Polonia al finto acquisto di macchinari – alluminio dal Piemonte, ecc.

L’ultima bufala in arrivo è la CENTRALE a BIOMASSE. Chiunque, un minimo informato sull’argomento, capisce subito che è mostruoso collocarne una in centro Dongo. Ma in realtà non si farà: a cosa serve se lo stabilimento non c’è più?

Però basta presentarla in Regione Lombardia e magari si ottengono  finanziamenti. Se poi la fanno davvero, è un gioco da ragazzi trasformarla in forno inceneritore per rifiuti, sempre nel bel mezzo del centro abitato: sarà questo lo sviluppo turistico di Dongo?

Intanto resta incerto, ma molto incerto, il futuro dei lavoratori, ed è purtroppo un’amara constatazione da fare.

Sono proprio rimasti soli, perché il sindacato, le forze politiche regionali, provinciali e le Amministrazioni comunali dell’alto lago, dietro le ovvie e stanche dichiarazioni di solidarietà,  pensano a tutt’altro: a non disturbare il signor Castiglioni.

 

 

Inserito da: pdaltolago | 6 Dicembre 2008

L’Alto Lago e la riforma della scuola

Pubblichiamo una sintesi dell’intervento di Gianmaria Piazza all’incontro del 23 novembre scorso sul tema “La scuola in Alto Lago e i tagli del governo” , ripreso anche dal quotidiano La Provincia di Como. Chi volesse intervenire, può farlo inviando una mail all’indirizzo del circolo pd.altolago@email.it

 

- – - – - Precisazione dell’autore – - – - - 

L’articolo pubblicato su La Provincia del 4/12/08 riportava abbastanza fedelmente il mio intervento sulla scuola in alto lago.

Il titolo e la locandina “Una scuola per 10 paesi” potrebbero aver creato equivoci, per cui preciso che non ho parlato di una nuova struttura scolastica per “tutto” l’alto lago, ma intendevo riferirmi soprattutto alle Scuole Medie (Dongo, Gravedona, Musso, Garzeno).

In ogni caso tocca al tavolo con Sindaci, Dirigenti scolastici, genitori… prendere decisioni su quali scuole/classi far convergere nell’ipotetica nuova struttura.

 Le reazioni dei due assessori provinciali intervistati sulla stessa pagina sono state sulla difensiva e non propositive, quindi decisamente deludenti.

Uno dice che è difficile mettere d’accordo i sindaci dell’alto lago.

L’altro vuole difendere l’esistente. Buonanotte!

- – - – -        – - – - -     – - – - -     – - – - – - 

  

LA RIFORMA DELLA SCUOLA IN ALTO LAGO

 

Solo un cenno alla cosiddetta riforma scolastica, citando tre commenti:

 * Famiglia cristiana: “solo tagli”.

 *Emma Marcegaglia, pres. Confindustria: ”bene i tagli, ora la riforma”.

 *Il rettore della Università Statale di Milano, prof. Decleva: “I tagli all’Università servono a coprire il buco lasciato dall’abolizione dell’ ICI”.

 

E’ abbastanza chiaro quindi che si  deve parlare di “Riforma Tremonti”. Basta la parola “Tremonti” per capire che con la Scuola non c’entra niente, anche se sulla Scuola pubblica inciderà pesantemente.

 

* In un’Italia dove tutto ha bisogno di riforme (e a parole quasi tutti sono riformisti)

 anche la Scuola deve cambiare, questo è certo.

Anche quella dell’alto lago: più Italiano, Matematica,Inglese,Informatica, (e Latino per chi sceglie i Licei). La scuola dell’obbligo deve consolidare la preparazione in vista delle scelte future. Aggiungere, non in maniera episodica ma stabilmente,  corsi di BASE per portare tutti ad un livello accettabile e corsi di POTENZIAMENTO perché le teste brillanti vanno stimolate, evitando il calo di motivazione allo studio.

E meno laboratori fantasiosi (scacchi, nuoto, arrampicata, tennis,ecc.). La scuola non deve organizzare hobby e tempo libero dei ragazzi: a questo devono pensare le associazioni presenti nei Comuni o i Comuni stessi. E qui ci possiamo chiedere come mai questa fascia di età sia piuttosto trascurata dalle Amministrazioni Comunali.

 

Veniamo alle nostre vicende scolastiche :

Il superamento delle PLURICLASSI alle elementari in zona è stato travagliato: dai primi tentativi negli anni ’70 agli ultimi qualche anno fa.  Genitori e Amm. Comunali hanno quasi sempre fatto resistenza: comprensibile da un lato, un po’ meno dall’altro.

Non abbiamo sul nostro territorio una SCUOLA SUPERIORE.  20 anni fa si parlava di un possibile biennio sperimentale unico, ma non se ne è fatto niente. Che almeno  gli Enti preposti organizzino, sentiti i bisogni degli utenti, dei trasporti decenti e delle coincidenze favorevoli! Macchè! Il caos dei bus per Sondrio e Morbegno dello scorso settembre è lì a testimoniare che siamo considerati una zona del terzo mondo.

L’Alto lago ha conosciuto negli ultimi anni varie ondate di“RAZIONALIZZAZIONE” (cioè tagli, chiusure e accorpamenti di classi o scuole). A cose ormai decise i Sindaci andavano (e vanno) in pellegrinaggio al Provveditorato o in Regione per salvare il salvabile, non sempre con successo. Purtroppo abbiamo sempre subìto.

 

Esemplare è il caso della Scuola Media di Pianello, chiusa 10 anni fa con un semplice comunicato che spostava a Dongo gli alunni, con il Comune di Dongo che ha dovuto spendere oltre 1 miliardo delle vecchie lire per costruire in una sola estate le aule per ospitare i ragazzi di Musso, Pianello e Cremia. E 5 anni fa cosa succede? Riaprono una nuova S.Media a Musso! I ragazzi se ne vanno via da Dongo e inizia il balletto degli insegnanti che cambiano ogni anno. Se questa è programmazione…

 

Sarebbe ora invece che l’alto lago anticipasse queste razionalizzazioni, con soluzioni che nascano qui e non aspettare che Como, Milano, Roma decidano per noi.

1) Per questo chiediamo che i Comuni dell’alto lago istituiscano un TAVOLO PERMANENTE, aperto ai dirigenti scolastici e alla componente genitori, che faccia proposte, tenendo conto degli aspetti economici, ma con al primo posto le esigenze degli studenti. Se, come pare, i tagli previsti verranno rinviati di un anno, è il caso di non perdere tempo e mettersi subito all’opera.

2) A questo GRUPPO di LAVORO chiediamo di valutare l’ipotesi di realizzare, tra Dongo e Gravedona, una nuova struttura scolastica, un CAMPUS, un polo funzionale verso il quale far convergere gran parte degli alunni dell’alto lago. E i soldi?

Il Ministro ha promesso finanziamenti per l’edilizia scolastica. Vedremo se è vero.

Ai Comuni interessati ( Dongo, Gravedona e altri) resterebbe l’utilizzo delle attuali “vecchie” strutture, inadeguate in generale e soprattutto ad ospitare altri alunni.

3) Infine chiediamo che i RISPARMI che si realizzeranno in seguito agli accorpamenti di classi e plessi dell’alto lago RESTINO in alto lago, sotto forma di investimenti per la nuova struttura, per il trasporto scolastico, per il miglioramento della formazione dei nostri ragazzi.

 

Ci auguriamo che queste 3 proposte:

 

TAVOLO PERMANENTE sulle questioni scolastiche;

IL NUOVO CAMPUS scolastico;

I RISPARMI che vogliamo RESTINO qui

 

vengano esaminate, discusse, migliorate ma REALIZZATE, con l’impegno e l’assunzione di responsabilità di tutti gli amministratori locali e dei  rappresentanti di tutte le forze politiche in Provincia, Regione, Parlamento.

 

Possiamo continuare a lamentarci dell’isolamento della nostra zona, e spesso lo facciamo, ma possiamo anche tentare, con forza e convinzione, di invertire la tendenza.

Il Partito Democratico dell’alto lago è nato anche per questo.

Inserito da: pdaltolago | 23 Novembre 2008

L’Europa incontra le città lombarde

Potete scaricare da qui il volantino che l’ Onorevole Patrizia Toia ha consegnato all’incontro odierno sulla scuola, con preghiera di diffusione tra tutti coloro i quali potessero essere interessati al tema. Nel volantino trovate indicati i recapiti dei due europarlamentari, che sono a disposizione per ricevere idee e proposte di carattere locale con risvolti comunitari.

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Inserito da: pdaltolago | 8 Novembre 2008

SCUOLA!

DOMENICA 23 NOVEMBRE

DONGO

ORE 10:00

Sala Riunioni Banca Pop. di Sondrio, Piazza Matteri



SCUOLA:


· i tagli del governo

· i problemi dell’alto lago e le proposte del Partito Democratico

· idee dall’Europa


INTERVENGONO:

PATRIZIA TOIA e ANTONIO PANZERI

Parlamentari europei del PD

GIANMARIA PIAZZA

Prof. di Matematica alle Medie di Dongo

COORDINA

MARCO FONTANA

Portavoce del PD alto lago


Partito Democratico

Nella Sala Riunioni, dalle 9:30 alle 12:30 sarà possibile

ISCRIVERSI al P.D. per il 2009

Costruiamo insieme un forte partito riformista

per contrastare il declino dell’alto lago.


Inserito da: pdaltolago | 9 Ottobre 2008

L’ESEMPIO DI LENNO E IL CUBO DI GARZENO

Pubblichiamo qui di seguito un interessante intervento di Gianmaria Piazza, componente del nostro circolo, a proposito di edilizia, ambiente e tutela del territorio. In calce, la risposta che Giorgio Gandola (lettere@laprovincia.it) ha fornito sul quotidiano La Provincia di Como. Chiunque volesse intervenire sull’argomento, è pregato di inviare una mail all’indirizzo del circolo, ovvero pd.altolago@email.it . I contributi verranno pubblicati su queste stesse pagine. Buona lettura.

La vicenda della possibile costruzione di ville sulla penisola di Lenno offre lo spunto per qualche considerazione sulla arcinota  influenza dei media sulla formazione delle idee, o meglio delle sensazioni, di noi popolo lettore e tele-visore. Ai primi articoli, ai primi titoli, ho subito pensato alla solita speculazione edilizia che avrebbe fatto scempio di una delle più belle zone del lago: indignazione; applausi all’intervento dell’associazione ambientale che tutela il territorio,ecc.

A bocce quasi ferme (l’intervento è stato sospeso) ho letto le affermazioni del Sindaco e di chi ha redatto il progetto e l’intera vicenda non mi è più sembrata da “al lupo! al lupo!” come in prima battuta, ma suscettibile di discussione con intorno al tavolo tutti i protagonisti. Mi ha colpito anche una frase del progettista: “nelle periferie si può far di tutto e sul lago ci si scandalizza anche di progetti rispettosi dell’ambiente”.

Qui da noi, in Valle Albano, il sindaco di Garzeno (diventato, dopo le solite sceneggiate, anche presidente della Comunità Montana) ha autorizzato una presa d’acqua per motivi elettrici e la costruzione di una strada parallela che hanno sventrato la montagna. Di fianco ad un vecchio e caratteristico ponte e ad un agriturismo sul torrente sorge ora un cubo di cemento e un altro sarà presto costruito nel bosco tra la diga e l’abitato. Lenno ha trovato difensori e ribalta mediatica per un’ipotesi di intervento da valutare; l’alto lago (periferia, appunto) resta isolato e subisce in silenzio le offese di chi svende il territorio per soldi. Il dr. Giuseppe Cosenza dell’ufficio territorio della Provincia, così solerte nel promettere il blocco di eventuali interventi del Comune di Lenno, non potrebbe avventurarsi oltre il 46° parallelo e dare un’occhiata alla devastazione della media Valle Albano?

Ed ecco la risposta di Giorgio Gandola:

Tutti dovremmo avventurarci oltre il 46° parallelo e in generale diffidare dei sindaci vietcong che scambiano i bunker per opere d’arte. A Lenno il ripensamento era doveroso, ma mentre ripensavamo è scoppiata la lottizzazione sotto l’bbazia dell’Acquafredda. Caro signor Piazza, pare che i cubi di cemento siano molto di moda. E non ci si può mai distrarre un attimo.

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